Categorie
Uncategorized

Cassa Integrazione Coronavirus

L’economia mondiale è completamente in ginocchio per via del Covid-19 ed in questo momento milioni e milioni di lavoratori si trovano in difficoltà. C’è chi continua a lavorare grazie allo smart working, chi si è visto licenziare e chi invece è finito in cassa integrazione. Per questi ultimi la situazione è leggermente diversa e il Governo ha specificato i nuovi provvedimenti.

Con il decreto Cura Italia, ci riferisce il team Giovanni De Pierro, la cassa integrazione è andata in deroga per tutti i dipendenti per ben 9 settimane. L’emergenza Coronavirus ha portato il Governo a intervenire nel minor tempo possibile ed è per questo che la CIGD (Cassa Integrazione in deroga) è applicata per tutti i lavoratori, anche per le aziende che hanno meno di 6 dipendenti. Per riceverla si deve fare una domanda all’INPS a partire dal 1° aprile 2020. Lo Stato Italiano infatti sta lavorando in modo da far ricevere a tutti i dipendenti i primi soldi entro Pasqua, molto prima dei normali tempi di attesa. Grazie a questa manovra le banche – come avvenuto in altre circostanze – anticiperanno il danaro e verranno rimborsate direttamente dall’Istituto nazionale della previdenza sociale. In questo modo la Cassa Integrazione in deroga arriverà direttamente sul conto corrente dei lavoratori, tramite la collaborazione tra banche ed Inps, che non chiederanno nessun costo aggiuntivo né interessi. Il pagamento CIGD viene anticipato dalle banche fino ad un massimo di 1400 euro, per cui una volta che il titolare di lavoro ha presentato la domanda presso l’INPS, il suo dipendente si dovrà recare in banca per compilare il modulo di domanda per quanto riguarda l’anticipazione dell’integrazione salariale. In alternativa, le persone possono anche reperire online tutti i documenti necessari e inviarli in via telematica alla propria banca. Quest’ultime però devono aver accettato il pagamento di CIGD anticipato, in caso contrario il lavoratore si dovrà rivolgere ad un altro istituto di credito o banca che abbia acconsentito. 

I lavoratori, tramite i moduli appositi, dovranno inserire i propri dati, autocertificare la loro condizione di lavoro e la richiesta da parte della propria azienda per l’integrazione salariale. Le aziende che hanno dovuto sospendere o ridurre notevolmente le proprie attività per l’emergenza Coronavirus possono ricorrere facilmente alla cassa integrazione in deroga inserendo la causale “Covid-19”, per la durata massima di 9 settimane. Naturalmente questa possibilità è stata estesa anche a chi beneficiava della cassa integrazione straordinaria. L’ammontare della retribuzione dei lavoratori è dell’80% dello stipendio e non può superare il limite mensile massimo stabilito. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *