Categorie
Uncategorized

Coronavirus Smart Working: come funziona

L’improvviso scatenarsi della pandemia globale da Coronavirus, ci ha obbligati – seppur per un periodo circoscritto – a modificare sensibilmente le nostre abitudini principali. Compresa la modalità con la quale lavoriamo. Le misure restrittive attuate dal Governo per cercare di limitare il più possibile i contagi infatti, includono anche la chiusura di uffici ed attività commerciali ritenute ‘non di primaria necessità’. Ma naturalmente il lavoro delle aziende deve andare avanti, ed ecco quindi che si fa largo una modalità di lavoro da casa che solo fino a poco tempo fa soltanto pochi datori contemplavano: lo Smart Working. Ma come funziona lo Smart Working ai tempi del Coronavirus? Ormai i sistemi di comunicazione integrati con internet, ci consentono di essere connessi e collegati potenzialmente a chiunque, in ogni parte del mondo. Questa semplice premessa aiuta già a comprendere di quanto, in realtà, gli strumenti per mettere in atto lo smart working fossero disponibili e accessibili a tutti. Così, data l’esigenza contingente, moltissimi uffici e aziende in generale si sono attrezzati per poter proseguire i propri processi produttivi e al tempo stesso evitare di porre i propri dipendenti in cassa integrazione. In cosa consiste il lavoro da casa? In base alla tipologia e alla peculiarità del lavoro da svolgere, i sistemi di Smart Working possono essere diversi. Il datore di lavoro può definire, insieme al dipendente, degli orari di disponibilità in cui presumibilmente vengono svolte alcune mansioni e pratiche che sono lavorabili anche da casa. Gli strumenti adottati, ci ricorda il team di Giovanni De Pierro, vanno dall’utilizzo di mail, app per la condivisione immediata di file – anche pesanti – e videoconferenze. In quest’ultimo caso, molte aziende riescono, grazie ai numerosi strumenti a disposizione, ad effettuare riunioni in remoto con i propri dipendenti in maniera estremamente semplice e funzionale. Questo per quanto riguarda gli strumenti open source reperibili facilmente sul web. Ci sono molte aziende e società poi, che si sono dotate – in tempo non sospetti, quindi mostrandosi pioniere in tal senso – di strumenti ‘interni’ per lo smart working. Si tratta di software creati ad hoc il cui utilizzo è esclusivo di quella azienda e di cui quindi possono usufruire solo i dipendenti. Insomma, il Coronavirus Smart Working sta prendendo sempre più piede e, seppur si tratta di una modalità lavorativa contingente al momento che stiamo attraversando, potrebbe rivelarsi un ottimo banco di prova per una svolta decisiva circa la maniera in cui abbiamo concepito il lavoro fino ad oggi. Se, laddove possibile, le aziende si convertissero al ‘lavoro da casa’, di certo le stesse potrebbero abbattere molti costi di gestione, evitando al tempo stesso che un gran numero di dipendenti si debba recare tutti i giorni in un luogo fisico in auto – quindi inquinando le nostre città -. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *